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Depressione Post-Partum

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Cos’è la Depressione Post-Partum?

depressione post partumLa depressione psicologica post-partum è un disturbo nervoso che può emergere dalle 4-6 settimane dopo il parto fino ai sei mesi successivi, ha un insorgenza che varia dal 10% al 20% nelle neo-mamme e, se sottovalutata e non trattata, può persistere fino all’anno di vita del bambino.

A livello diagnostico, è importante dstinguerla dalla depressione fisiologica post-partum, un disturbo fisiologico dell’umore, che può insorgere 3-5 giorni dopo il parto e perdurare nei 10 giorni successivi; si tratta di un fenomeno transitorio che si presenta nel 50-70% delle neo-mamme, viene chiamato Baby Blues (termine utilizzato da Donald Winnicott, pediatra e psicoanalista inglese) o Maternity Blues, malinconia post-parto. Non viene considerato una vera e propria malattia ma una reazione fisiologica, che comporta un’accentuata vulnerabilità, chiamata anche “maternity reactivity”.

 

Quali sono le cause della Depressione FISIOLOGICA Post-Partum?

Il disturbo della depressione fisiologica post-partum è legato a variazioni ormonali, allo stress psico-fisico del travaglio e del parto, alla fatica fisica e all’aumento delle responsabilità.

A livello ormonale vi è un calo dei livelli di estrogeni e del progesterone, che inducono uno stato di malessere e tristezza; anche il cortisolo e l’estradiolo diminuiscono dopo il parto. Vi è anche una correlazione fra lo sviluppo del disagio psichico dopo il parto e i disturbi della tiroide durante la gravidanza.

Inoltre, la depressione può essere associata ad alterazioni biochimiche cerebrali, come la dis-regolazione di alcuni neurotrasmettitori quali serotonina, noradrenalina, dopamina, acetilcolina, e alterazioni del flusso ematico e del metabolismo cerebrale.

Nella comparsa di questo tipo di depressione, oltre alla dimensione fisiologica, giocano un ruolo importante anche gli aspetti sociali e psicologici. A livello sociale la condizione socio-economica e culturale può influenzare la disponibilità e l’adeguatezza del sostegno pratico ed emotivo da parte del coniuge e dei familiari nei confronti della donna. A livello psicologico una diagnosi di depressione personale o familiare e la presenza di eventi recenti particolarmente stressanti potrebbero contribuire all’insorgenza di questo stato di tristezza.

La sintomatologia è caratterizzata da irritabilità, cambiamenti dell’umore, ipersensibilità, predisposizione al pianto, tristezza, ansia, perdita di concentrazione, sensazione di dipendenza, disturbi del sonno e pensieri negativi sul figlio.

 

Quali sono le cause della Depressione PSICOLOGICA Post-Partum?

depressione post partum aiutoLe cause della depressione post-partum sono varie, ma le principali sono da rintracciare nei fattori di rischio e nei cambiamenti psico-somatici. I fattori di rischio nello sviluppo della patologia sono: i cambiamenti ormonali, le relazioni conflittuali, la mancanza di supporto pratico ed emotivo da parte del partner e del contesto familiare e sociale, le condizioni socio-economiche sfavorevoli, gli episodi depressivi e ansiosi precedenti alla gravidanza, l’età avanzata della donna e gli eventi traumatici vissuti nell’ultimo anno. Nello specifico, i fattori ormonali possono essere di tipo sessuale, tiroideo, dei neurotrasmettitori e dei livelli degli estrogeni e del progesterone; il cambiamento fisico, dovuto al mutamento del corpo e alla stanchezza “naturale” derivante dai ritmi del bambino (nutrimento, sonno,…), potrà incrementare lo stress, indebolendo la capacità delle madri di rispondere alle richieste del bambino e del contesto circostante; i fattori psicologici, come una bassa self-efficacy, le caratteristiche di personalità (Akman et al., 2007), e la conseguente trasformazione sul piano personale e relazionale inerente al nuovo ruolo di madre, moglie e donna, saranno, infine, preponderanti nel determinare lo stazionarsi della depressione post-partum.

Il quadro sintomatologico della depressione psicologica post-partum è caratterizzata da componenti simili alla depressione maggiore: flessione dell’umore, tristezza, ansia, angoscia, malessere generale, senso di inadeguatezza, impotenza, bassa autostima, bassa concentrazione, irritabilità, insonnia e calo dell’appetito. Vi può essere un disinteresse completo del bambino e un’incapacità di provare sentimenti positivi verso il proprio figlio o, al contrario, un’eccessiva preoccupazione per la sua salute.Le madri possono avvertire il bambino come un peso, sentirsi cattive e possono avere paura di stare da sole con lui poiché non riescono ad entrarci in sintonia e a fornirgli le dovute cure parentali. Una depressione psicologia post-partum non curata tende alla cronicizzazione e la depressione della madre riduce le possibilità di sviluppare una buona relazione col bambino, incrementando la sofferenza e il malessere di entrambi.

Nonostante tale disturbo sia conseguente ad un evento, si potrebbe chiamare depressione PRE-parto, in quanto le problematiche possono essere pregresse: il 40% delle madri depresse nei mesi successivi al parto lo è anche in gravidanza (Heron et al., 2004), per questo è molto importante l’accompagnamento della donna nel periodo perinatale.

Cosa fare in caso di Depressione FISIOLOGICA Post-Partum?

depressione-dopo-il-partoIl disturbo da depressione fisiologica post-partum è di breve durata, non necessita di un intervento medico o psichiatrico, in quanto nella maggior parte dei casi regredisce spontaneamente. Per le neo-mamme è sufficiente un passaggio di informazioni, una rassicurazione sulla natura del disagio e una rete di sostegno affinché il malessere possa essere superato. I sintomi possono venir meno in pochi giorni, soprattutto nel momento in cui la donna riceve supporto a livello familiare e sociale con aiuti pratici nella gestione quotidiana del neonato e a livello conoscitivo grazie a professionisti che promuovono un supporto globale alla donna.

Come curare una Depressione PSICOLOGICA Post-Partum?

Le neo-mamme che affrontano una depressione post-partum o una serie di disagi precedenti al parto, legati a vissuti emotivi e a preoccupazioni concernenti la maternità, hanno bisogno di ricevere supporto e sostegno. È molto importante intervenire preventivamente, in modo da impedire un aggravamento della condizione della donna; possono essere utili terapie di supporto quali Counseling e Psicoterapie. Si possono somministrare antidepressivi e ansiolitici in base alla gravità della depressione e al fatto che la madre allatti o meno il bambino. Importante è consentire alla giovane mamma di sentirsi accolta e accompagnata in un percorso di presa di consapevolezza di sé e della nuova condizione di madre e di donna, permettendole di riconoscere le risorse e le potenzialità e colmare le proprie mancanze.

L’Istituto di Psicosomatica Integrata propone un progetto terapeutico centrato sulla persona nella sua complessità e nella sua unicità, tenendo in considerazione aspetti corporei, personali, relazionali e contestuali. I professionisti cercano di comprendere se una problematica somatica può essere indagata da un punto di vista corporeo o se sottende problemi più profondi che devono essere affrontati con una Psicoterapia. Potrebbero essere proposte anche delle tecniche di rilassamento per attenuare lo stress e l’ansia dovuta al momento difficile che la persona sta vivendo. Importante potrebbe essere anche una Valutazione Naturopatica, in quanto una forte componente ormonale agisce sullo stato emotivo della donna dopo la gravidanza.Una dieta adeguata, grazie all’assunzione di alimenti ricchi di vitamine B1, B3, B6, potrebbe avere un impatto positivo. La rete di supporto costituita da psicologi e altri professioni dell’aiuto, infine, giungerà alla realizzazione di un percorso terapeutico personalizzato, finalizzato al raggiungimento di uno nuovo equilibrio per un maggior benessere psico-fisico.

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La nostra équipe lavora in stretta sinergia garantendo al cliente una riflessione a 360° su diversi livelli (personali, famigliari, relazionali, ambientali e corporei); costituendo un lavoro di rete fra psicologi e altri professionisti dell’aiuto, che, di volta in volta, chiarisce i rischi e le opportunità rispetto a ciascun intervento, tenendo conto delle diverse prospettive.

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Ultimo aggiornamento 19 ottobre 2017 - 18:52