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Malattie Psicosomatiche

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Cos’è la PSICOSOMATICA?

psicosomaticaLa psicosomatica classica è una branca della psicologia che, secondo le logiche tradizionali, può definirsi anche psicologia medica. Il suo scopo è ricercare i link tra un disturbo somatico (del corpo) e la sua eventuale eziologia di natura psicologica.

Il presupposto teorico di base della psicosomatica si racchiude nell’idea che la costituzione dell’uomo sia inscindibilmente psico-fisica; ogni forma sintomatica – finanche nel trauma accidentale – sarà sempre costituita dall’intersecarsi di fattori somatici e psicologici.

L’interconnessione tra un disturbo e la sua causa d’origine psichica si riallaccia alla visione olistica del corpo umano, all’interno della consapevolezza che corpo e mente sono strettamente legati tra loro. Uno degli indirizzi più promettenti della ricerca in psicosomatica negli ultimi trent’anni (grazie anche allo sviluppo e alla nascita di nuove tecniche e tecnologie bio-mediche) è la psiconeuroendocrinoimmunologia (P.N.E.I.), che ha l’obiettivo di chiarire le relazioni tra funzionamento psicologico, secrezione di neurotrasmettitori a livello cerebrale, ormoni da parte del sistema endocrino e funzionamento del sistema immunitario.

La psicosomatica, quindi, è un vasto settore della clinica che si colloca a metà strada tra la medicina e la psicologia, poiché si focalizza sul rapporto tra mente e corpo, tra la dimensione degli affetti e delle emozioni e la dimensione fisica del soma. Per questo, i disturbi psicosomatici (o somatoformi), presenti negli adulti come nei bambini, si devono intendere come malattie vere e proprie capaci di provocare danni a livello organico e, nelle quali, le dinamiche psicologiche, emotive, familiari e sociali possono fungere da causa, mantenimento e/o esacerbazione.

Cosa sono i DISTURBI PSICOSOMATICI?

disturbi psicosomaticiIl meccanismo che sta alla base dei disturbi psicosomatici è la necessità delle emozioni di trovare uno sbocco, anche quando esse risultano troppo dolorose per poter essere sentite e vissute come tali. In particolare, sono le emozioni dolorose e insopportabili che spingono il corpo a difendersi e a manifestare il disagio su alcuni organi, chiamati bersaglio. Quindi, questa loro obbligatorietà a esprimersi fa sì che le emozioni trovino una via di scarico immediata nel corpo, prendendo forma in uno o più sintomi organici.

In breve, i disturbi psicosomatici sono una sorta di meccanismo di difesa contro le emozioni soverchianti che portano il disagio psicologico a esprimersi direttamente attraverso il corpo.

I disturbi di tipo psicosomatico compromettono il rapporto con automatismi quotidiani come il tipo di alimentazione cui facciamo uso o le relazioni con noi stessi e gli altri e possono interessare qualunque settore del nostro corpo. I più colpiti sono l’apparato gastrointestinale (ulcera peptica, colite spastica psicosomatica, gastrite psicosomatica), l’apparato cardiocircolatorio (aritmia, ipertensione essenziale, tachicardia, cardiopatia ischemica), l’apparato respiratorio (sindrome iperventilatoria, asma bronchiale), l’apparato urogenitale (enuresi, dolori mestruali, impotenza, eiaculazione precoce o anorgasmia), il sistema cutaneo (l’acne, la psoriasi, l’orticaria, la dermatite psicosomatica, il prurito, la sudorazione profusa, la secchezza della cute e delle mucose), il sistema muscoloscheletrico (la cefalea tensiva o mal di testa, la cefalea nucale, il torcicollo, i crampi muscolari, la stanchezza cronica, la fibromialgia, dolori al rachide, l’artrite).

Quali sono i SINTOMI di un DISTURBO PSICOSOMATICO?

sintomi psicosomaticiLa sintomatologia dei disturbi psicosomatici è diversa a seconda degli apparati interessati. Sintomi psicosomatici si trovano comunemente nelle varie forme di depressione e in quasi tutti i disturbi d’ansia, ma esistono anche disturbi psicosomatici in assenza di altri sintomi di natura psicologica, e tale condizione rende più difficile riconoscere che il malessere fisico abbia un’origine psicologica anziché farlo risalire a un malfunzionamento organico.

L’elenco dei disturbi psicosomatici più comuni è:

ipocondria, in cui i sintomi somatici vengono interpretati dal soggetto come segni di una grave malattia, senza alcuna conferma medica;

disturbo da dismorfismo corporeo, dove si registra una focalizzazione su un difetto fisico, reale o immaginario, così eccessiva da inficiare il normale svolgimento delle attività quotidiane, personali, sociali e relazionali;

disturbo di somatizzazione, che si accompagna a sintomi dolori (di tipo gastro-intestinale, pseudo-neurologico, sessuale, etc …) non confermati da accertamenti ed esami medici;

disturbo somatoforme indifferenziato, caratterizzato da costanti noie fisiche come perdita di appetito, stanchezza cronica o problemi urinari;

disturbo algico, che si presenta come un dolore cronico o recidivo in uno o più distretti corporei in assenza di diagnosi mediche confirmatorie;

disturbo di conversione, in cui si rilevano sintomi o deficit nelle funzioni motorie volontarie o sensitive, in assenza di una condizione neurologica che ne giustifichi la presenza (come la cecità psicogena, i sintomi pseudo-epilettici, le paralisi psicogene e la difficoltà di deglutizione o bolo isterico).

 disturbi psicosomatici cura

Cosa fare in caso di DISTURBI PSICOSOMATICI?

L’intervento immediato deve mirare a eliminare i sintomi non funzionali, per recuperare una maggiore efficienza in campo sociale, lavorativo o scolastico e relazionale. L’attenzione alla sola sintomatologia somatica è necessaria, ma non sufficiente per sradicare i disturbi poiché il sintomo organico è solo una facciata di difesa dal problema “reale”. La maschera somatica del soggetto si è costruita a fronte di emozioni eccessivamente dolorose che non possono essere riconosciute, gestite e accettate in quanto difficilmente sostenibili ed elaborabili. Proprio per la natura del quadro clinico, nelle fasi iniziali del trattamento si incontrano spesso delle difficoltà nel vincere le resistenze del paziente o nell’instaurare con lui un rapporto di fiducia, poiché egli denuncia un disturbo organico che viene, invece, restituito con una diagnosi anche, e soprattutto, psicologica. Individuare e contrastare i vantaggi secondari e trasversali che il disturbo organico apporta al paziente – come una scorciatoia nell’affrontare situazioni emotive scomode o uno scarico di responsabilità delle proprie decisioni o condotte – sarà dunque una delle battaglie più importanti da vincere.

psicosomatica integrataConsiderando che i sintomi dei disturbi psicosomatici dipendono dalla sede del corpo là dove si esperiscono, l’intervento terapeutico è necessariamente personalizzato e ritagliato sulla base della manifestazione, della sua intensità e del significato che la patologia assume per il soggetto. Una volta valutato il grado di emergenza del caso, il Modello Psicosomatico Integrato prevede che si prosegua con la costruzione della storia, una “narrativa”, della patologia. La conduzione della cura sarà disciplinata dal modo in cui l’Istituto concepisce la psicosomatica, considerata nell’accezione subordinata del concetto di “psicosomatica integrata”: corpo e mente non sono due parti che, semplicemente, coesistono costituendo il sistema-soggetto, ma sono due facce (interna ed esterna) di un anello che, in quanto tale, non ha principio e fine, ma possiede le caratteristiche di una continuità indissolubile. In altre parole, il disturbo psicosomatico viene considerato in un quadro dove psiche e soma coesistono in maniera talmente simbiotica che, all’interno della patologia, possono generare uno stato di confusione somato-psichica, che porta il soggetto a “non venirne a capo”.

La terapia psicosomatica avrà, dunque, il compito di guardare al soggetto come un individuo da accompagnare alla conoscenza di sé e delle sue grammatiche. L’uso integrato d’interventi clinici (Counseling o Psicoterapia) e di approcci interpretativi, come la Medicina Cinese, la Naturopatia e la Kinesiologia, avrà dunque lo scopo di conoscere e risvegliare significati psico-somatici tramite l’utilizzo di tecniche, anche corporee, in grado di valutare: lo stato emotivo-psicologico del soggetto, il grado energetico degli organi, il tipo di alimentazione e l’assetto posturale che il corpo ha assunto anche a causa della patologia e delle sue conseguenze.

L’obiettivo auspicato è una nuova consapevolezza, da parte del soggetto, della propria storia, delle proprie relazioni e del proprio disturbo perché solo conoscendo casualità e perché sarà in grado di costruire un senso integrato di sé e del suo mondo, trovando soluzioni più adeguate per migliorare la qualità della sua vita.

 

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La nostra équipe lavora in stretta sinergia per garantire al cliente una riflessione a 360° sui diversi livelli che strutturano la sua vita: personale, familiare, relazionale, ambientale e corporeo. La costruzione di un lavoro di rete fra psicologi e altri professionisti dell’aiuto definirà inoltre i rischi e le opportunità che ogni singolo caso può presentare, prevedendo, laddove fosse utile, la pianificazione di un intervento integrato per fronteggiare efficacemente i vari sintomi.

 

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Ultimo aggiornamento 8 dicembre 2017 - 14:43