Gruppo di Ricerca IPSI-UNIMIB
Il gruppo di ricerca dell’Istituto di Psicosomatica Integrata in collaborazione con il Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, nasce nel 2001 con ricerche single-case, concentrandosi particolarmente su aree cliniche di confine (depressione; borderline; comorbidità psicosomatica) in cui il sistema simbolico del linguaggio verbale e della rappresentazione psichica non riesce del tutto ad arginare, legare, significare il dolore psichico o quello di un corpo malato, disabitato da un’implicazione soggettiva. Dopo i convegni SPR di Milano e AIP di Bari del 2003 (Vigorelli M., Scognamiglio R.M, Villa M., Corona D., Schadee H., Fogliato E., 2003; Vigorelli, M., 2009), nei convegni SPR del 2004 e 2005 a Roma, Losanna e San Benedetto del Tronto presentammo il work in progress di una ricerca single-case di paziente alessitimico affetto da Sclerosi Multipla (Scognamiglio, R.M., 2003, 2008) che metteva particolarmente in evidenza le prospettive di effectivness di un particolare modello di psicoterapia psicosomatica integrata a mediazione corporea sperimentato per anni presso il nostro Istituto (Scognamiglio, R.M., 2003, 2004, 2005, 2008a, 2008b), applicabile ai quadri clinici con gravi comorbidità.
Nel 2004 a Milano, abbiamo portato un’applicazione del modello Psicosomatico Integrato ad un convegno internazionale di medicina complementare e di valutazione scientifica sulla sua efficacia, in cui abbiamo illustrato i risultati di uno studio condotto all’interno di un programma di ricerca nell’ambito dei lavori dell’Assessorato alla Sanità della Regione Lombardia per l’Osservazione e la Valutazione di Procedure Terapeutiche di Medicina Complementare; l’applicazione del modello è stata realizzata attraverso la somministrazione della Neurostructural Integration Technique in soggetti con dolore al rachide (Scognamiglio R.M., Fortis M., Corona D., Aloisi A., Corona L., 2004).
La ricerca sulla validazione dell’efficacia del modello Psicosomatico Integrato all’interno degli Studi Osservazionali in Medicina Complementare è proseguita nel 2006 al convegno (SIMP) di Firenze con un applicazione in ambito ospedaliero e privato della Neurostructural Integration Technique nella cura del back pain, delle sciatalgie e delle cervicobrachialgie (Scognamiglio R.M., Fortis M., Moroni S., Corona L., Aloisi A., Costadoni A., Corona D., 2007).
Nel 2005, a partire da un’insoddisfazione clinica rispetto alla definizione quantitativa di alessitimia che forniva la TAS-20, abbiamo dato il via a un impegnativo disegno di ricerca che voleva approfondire la specificità qualitativa del rapporto che il paziente organico intrattiene col corpo e con l’espressione emozionale. Nella nostra esperienza clinica in ambito psicosomatico, questo tipo di pazienti percepisce le sensazioni fisiologiche come entità non correlate a processi di rappresentazione psichica e la focalizzazione sulla fenomenologia somatica sembra, a volte, essere l’unica via d’uscita dallo stato di confusione fra segnali interni di natura viscerale e quelli emozionali. Nasceva così l’ipotesi di un nuovo costrutto di “Intelligenza Somatica” (Scognamiglio R.M., 2009) che indagasse i livelli di competenza metacognitiva sui fenomeni del corpo, in rapporto sia all’attività referenziale che a quella riflessiva. La prospettiva era di creare uno strumento di assessment nella diagnosi psicosomatica capace di orientare il paziente verso approcci psicoterapeutici integrati, in grado di includere la dimensione del corpo come agente terapeutico trasformativo.
I dati incoraggianti del primo step di questa ricerca sono stati presentati nel 2006 ai Congressi di Edimburgo (SPR-International) a e Cesena (GRP- Gruppo per la Ricerca in Psicosomatica, affiliato all’International College of Psychosomatic Medicine), relativamente a un primo campione composto da un gruppo di pazienti con disturbi alimentari, uno con Sclerosi Multipla ed uno con pazienti affetti da quadri misti di somatizzazione, ma in trattamento psicoterapeutico secondo il modello integrato dell’Istituto di Psicosomatica Integrata. I risultati hanno evidenziato come il tratto alessitimico, pur essendo il denominatore comune, presentasse diverse modalità qualitative nei differenti campioni. Abbiamo, infine, potuto verificare come nonostante la procedura di autosomministrazione del questionario valutativo, la qualità della percezione corporea correlata all’alessitimia fosse più accessibile alla valutazione testologica, aggirando così la principale aporia della TAS-20: che il paziente alessitimico possieda quella metacognizione sui processi emotivi necessaria a rispondere veridicamente agli stessi item che ne dovrebbero invece verificare il deficit.
Per dare forza e rigore metodologico alla stessa ricerca, nel secondo step presentato a convegni SPR a Barcellona e a Modena nel 2008 abbiamo proceduto a una “ripetizione sistematica” con l’allargamento del campione clinico a pazienti con disturbo d’ansia, con depressione e dipendenza da alcool. Dal terzo step, presentato ai congressi internazionali di Torino (ICPM- International College of Psychosomatic Medicine) e Bolzano (SPR) nel 2009, abbiamo creato una nuova Scala di Focalizzazione/Intelligenza Somatica, arricchendo progressivamente il campione, che oggi ha superato i 2.000 casi.
Un quarto e ultimo step tuttora in progress riguarda uno specifico disegno di ricerca sull’applicazione della Scala sperimentale in ambito preventivo in adolescenza, indagando i rapporti fra “competenza corporea e aggressività”, presentato al convegno internazionale della SEPI (Society for the Exploration of Psychotherapy Integration) di Firenze nel 2010.
Vi sono state ulteriori applicazioni del modello psicosomatico integrato nell’ambito di disturbi dell’età evolutiva e dell’anziano. Gli studi hanno riguardato: un single-case di un preadolescente con un disturbo pervasivo dello sviluppo presentato a Modena (SPR) e Foligno (GRP) nel 2008, a Bolzano (SPR) e Torino (ICPM) nel 2009 e a Firenze (SEPI) nel 2010; un training di gruppo cognitivo e motorio sulle capacità neuropsicologiche dell’anziano presentato all’Italian Interdisciplinary Network on Alzheimer Disease (ITINAD) ad Olbia nel 2007.
Infine, nel 2011 abbiamo iniziato un training d’intervento e prevenzione tutt’ora in corso sulle problematiche di letto scrittura, calcolo e coordinazione motoria in bambini/e delle scuole primarie milanesi basato su esercizi percettivo-motori e tecniche d’integrazione elaborati dal modello Psicosomatico Integrato.
