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Ricerche in “Psicoterapia”

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Dopo i convegni SPR di Milano e AIP di Bari del 2003 (Vigorelli M., Scognamiglio R. M, Villa M., Corona D., Schadee H., Fogliato E., 2003; Vigorelli, M., 2009), nei convegni SPR del 2004 e 2005 a Roma e a Losanna abbiamo presentato il work in progress di una ricerca single-case di paziente alessi
timico affetto da Sclerosi Multipla
 
(Scognamiglio, R.M., 2003, 2008) che metteva particolarmente in evidenza le prospettive di effectiveness del modello Psicosomatico Integrato applicato a quadri clinici con gravi comorbidità (Scognamiglio, R.M., 2003, 2004, 2005, 2008a, 2008b).

Sempre nell’ambito del convegno SPR, nel 2005 a San Benedetto del Tronto (Scognamiglio, R. M., Vigorelli, M, Conserva, S., Taglietti, S., Schadee, H., 2005) abbiamo presentato i soddisfacenti risultati di un’applicazione del metodo CCRT-LU impiegato nell’analisi delle modalità relazionali di pazienti con disturbo dell’umore.

Nel 2005, a partire da un’insoddisfazione clinica rispetto alla definizione quantitativa del costrutto alessitimico fornita dalla TAS-20 (Taylor, 1997) abbiamo dato il via a un impegnativo disegno di ricerca* con l’obiettivo di mettere maggiormente in evidenza, all’interno di questo costrutto, la specificità qualitativa del rapporto che il paziente intrattiene col corpo e con l’espressione emozionale. Dalla nostra esperienza clinica emerge che nel paziente alessitimico la dimensione del corpo malato non si esprime attraverso processi di simbolizzazione ma produce stati di confusione somato-psichica, tale per cui le sensazioni fisiologiche sono percepite come entità in se stesse non agganciabili a nessuna elaborazione psichica. Questo spostamento di attenzione sul corpo e sui segnali interni di natura viscerale sembra, a volte, essere l’unica via d’uscita per il paziente nel tentativo di difendersi da nuclei emotivi dolorosi.

equilibrio salute-malattiaPartendo da queste considerazioni ci siamo orientati verso la costruzione di una Scala che indagasse più a fondo questo processo di focalizzazione sulla fenomenologia somatica. La prospettiva era di creare uno strumento di assessment nella diagnosi psicosomatica che avrebbe facilitato l’orientamento del paziente verso approcci psicoterapeutici integrati, in grado di includere la dimensione del corpo come agente terapeutico trasformativo. Nasceva così l’ipotesi esplorativa di un costrutto provvisoriamente denominato “Vulnerabilità Somatica” (Scognamiglio, 2009) che sapesse individuare i livelli di competenza metacognitiva sui fenomeni del corpo e i suoi effetti sul meccanismo di disregolazione affettiva.

Il primo disegno di ricerca ha visto la costruzione di un ampio questionario self-report a più fattori a cui, oltre ad item presi da strumenti già standardizzati, sono stati aggiunti 66 item sperimentali che ponessero attenzione all’area della percezione del corpo. I dati incoraggianti del primo step (Scognamiglio, R.M., Fisher, A., Vigorelli, M., Flebus, G.B., 2006) sono stati presentati nel 2006 ai Congressi di Edimburgo (SPR-International) e di Cesena (GRP- Gruppo per la Ricerca in Psicosomatica, affiliato all’International College of Psychosomatic Medicine), in relazione a un primo campione composto da un gruppo di pazienti con Disturbi Alimentari, uno con Sclerosi Multipla ed uno con pazienti affetti da quadri misti di somatizzazione in trattamento psicoterapeutico presso il nostro Istituto. I risultati hanno evidenziato come il tratto alessitimico, pur essendo il denominatore comune, presentasse diverse modalità qualitative nei differenti campioni. Infine, abbiamo potuto verificare come nonostante la procedura di autosomministrazione del questionario la qualità della percezione corporea correlata all’alessitimia fosse più accessibile alla valutazione testistica, aggirando così la principale aporia della TAS-20: che il paziente alessitimico possieda quella metacognizione sui processi emotivi necessaria a rispondere veridicamente agli stessi item che ne dovrebbero invece verificare il deficit.

Ricerche Istituto di Psicosomatica IntegrataPer dare forza e rigore metodologico alla ricerca, nel secondo step (Scognamiglio, R. M., Zerbini, C.A., Zoccarato, A., Vigorelli, M., Gallucci, M., 2008) abbiamo proceduto a una “ripetizione sistematica”, allargando il campione clinico a pazienti con Disturbo d’Ansia, con Depressione e Dipendenza da Alcool. I risultati sono stati presentati nell’arco del 2008 ai convegni SPR-International di Barcellona, SPR-Italia di Modena e GRP di Foligno.

Fra il secondo e terzo step il questionario ha subito un’evoluzione. I 66 item sperimentali sono stati pensati in due nuove Scale: “Confusione Somato-Psichica” e “Focalizzazione Somatica”. Quest’ultima in particolare articolata in due subcategorie distinte: “Attenzione e cura ai bisogni del corpo” o “Focalizzazione sul corpo” e il “Deficit d’intelligenza (metacognizione) somatica”. Basandoci sugli item di queste due subcategorie il questionario ha assunto una nuova forma a 33 item, in cui si delineava un costrutto di “Intelligenza Somatica” come capacità di comprendere e gestire (copying) segni e segnali del corpo. I risultati di questo terzo step, che ha visto la somministrazione del questionario a pazienti oncologici e cardiopatici e un confronto con un folto campione di controllo, sono stati presentati ai congressi di Torino (ICPM- International College of Psychosomatic Medicine) e Bolzano (SPR-EU) nel 2009.

Ricerca clinica Istituto di Psicosomatica IntegrataIl quarto e ultimo step ha riguardato uno specifico disegno di ricerca sull’applicazione della Scala sperimentale in un progetto di prevenzione scolastica in adolescenza, indagando i rapporti fra “competenza corporea e aggressività”. Il lavoro è stato presentato al convegno internazionale della SEPI (Society for the Exploration of Psychotherapy Integration) di Firenze nel 2010 e al ICPM di Lisbona del 2013 (Scognamiglio, R.M., Aloisi, A., Russo, S.M., 2013). Sempre al congresso ICPM di Lisbona è stato presentato un lavoro riassuntivo del percorso di ricerca finora compiuto dal titolo “Somatic Intelligence: a new perspective of metacognitive tool?” (Scognamiglio, R.M., Russo, S.M., Aloisi, A., Iaffaldano E., 2013).

La ricerca sul costrutto di “Intelligenza Somatica” vanta ad oggi un campione di più di 2000 casi. Attualmente stiamo lavorando ad un perfezionamento del questionario con un ulteriore riduzione degli item della Scala e alla creazione di una versione adatta a un target adolescenziale.

Vi sono state ulteriori applicazioni del modello Psicosomatico Integrato nell’ambito dei disturbi dell’età evolutiva e dell’anziano. Gli studi hanno riguardato: un single-case di un preadolescente con un disturbo pervasivo dello sviluppo presentato a Modena (SPR) e Foligno (GRP) nel 2008, a Bolzano (SPR) e Torino (ICPM) nel 2009 e a Firenze (SEPI) nel 2010; un training di gruppo cognitivo e motorio sulle capacità neuropsicologichedell’anziano presentato all’Italian Interdisciplinary Network on Alzheimer Disease (ITINAD) a Olbia nel 2007.

Infine, fra il 2011 e il 2012 abbiamo promosso un training d’intervento e prevenzione sulle problematiche di letto scrittura, calcolo e coordinazione motoria in bambini/e delle scuole primarie milanesi. Il training si è basato su esercizi percettivo-motori e tecniche d’integrazione elaborati dal modello Psicosomatico Integrato. I risultati sono stati presentati al congresso ICPM di Lisbona del 2013 (Scognamiglio, R.M., Russo, S.M., Fumagalli, M., 2013).

*Per una più ampia dissertazione sul percorso di ricerca si consiglia la lettura di Scognamiglio, R.M. (2009). Dalla focalizzazione sul corpo all’intelligenza somatica: la nascita di un nuovo costrutto nel quadro alessitimico, in M. Vigorelli (a cura di), Laboratorio didattico per la ricerca in psicoterapia, Cortina Editore, Milano, pp. 447-490.

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Ultimo aggiornamento 19 ottobre 2017 - 18:52