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Prevenire la demenza in età senile

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MANTIENI GIOVANE IL TUO CERVELLO

Sono sempre più frequenti i casi di demenza, con insorgenza in età senile o ad esordio precoce, che spesso sembra esplodere improvvisamente lasciando nello sconforto i familiari. Si tratta di una categoria di patologie che affliggono il cervello, creando delle difficoltà o dei veri e propri deficit a livello delle funzioni cognitive, come la memoria, l’attenzione, il linguaggio, ma anche le funzioni prassiche, ovvero la capacità di organizzare e compiere le azioni del quotidiano, come vestirsi e apparecchiare la tavola.

Le ricerche scientifiche, soprattutto negli ultimi vent’anni, hanno compiuto dei passi da gigante nell’individuare alcuni importanti fattori di rischio che possono incidere sull’andamento del benessere del Sistema Nervoso Centrale, sui quali è possibile intervenire a livello preventivo, ovvero prima che si inneschi un vero e proprio processo degenerativo.

OBIETTIVI:

  • Mantenere il cervello in allenamento, stimolando le funzioni cognitive
  • Prevenire l’invecchiamento cellulare, contrastando lo stress ossidativo in maniera personalizzata, in quanto fattore di rischio per la demenza
  • Agire su eventuali difficoltà emotive che possono creare difficoltà a livello del sistema nervoso, in particolare forme depressive, ansiose e difficoltà relazionali

La plasticità neurale è un fenomeno ormai noto da circa 15 anni, grazie al quale il nostro cervello è in grado di costruire dei nuovi collegamenti sinaptici fra le cellule se correttamente stimolato, per ricostruire le funzioni perdute.

Anche quando il processo degenerativo si è innescato è possibile intervenire per migliorare la situazione, sebbene naturalmente il livello di compromissione determinerà una differenza nei risultati che è possibile raggiungere. Si comprende anche intuitivamente che un intervento abbia decisamente una migliore probabilità di riuscita se effettuato già a partire dai primi segni di dimenticanze, anziché attendere il momento in cui la persona è arrivata al punto di dimenticare il gas acceso.

Per questo motivo, per preservare a lungo le proprie facoltà mentali, è importante occuparsi del proprio cervello in maniera regolare: più lo teniamo in allenamento e ce ne prendiamo cura, più probabilità abbiamo di mantenerlo sano per lungo tempo.

VALUTAZIONE NEUROPSICOLOGICA

Se un certo grado di declino cognitivo è normalmente correlato all’età, quando questo supera un certo limite di gravità, ovvero quando la persona non è più in grado di vivere autonomamente, si parla invece di demenza. E’ dunque scorretto parlare di demenza senile: sebbene le stime dell’OMS prevedano che i casi di demenza siano destinati a triplicarsi nei prossimi decenni, la demenza non è la condizione fisiologica dell’età senile, ma è una patologia che colpisce particolarmente i paesi industrializzati.
La valutazione neuropsicologica permette di distinguere il normale declino cognitivo legato all’età dalla presenza di un disturbo delle funzioni cognitive e di monitorare la situazione nel tempo, per verificare eventuali miglioramenti o peggioramenti e calibrare in questo modo il percorso personalizzato in base ai cambiamenti che si verificano.
Come spiegheremo più avanti, oltre ai test neuropsicologici, l’Istituto di Psicosomatica Integrata offre la possibilità di monitorare lo stress ossidativo e di contrastarlo, anche in assenza di sintomi neuropsicologici, perché l’azione preventiva è ancora più efficace se svolta prima che tali disturbi si manifestino.

 

DEMENZA E DEPRESSIONE
Un concetto confermato dalla ricerca ma ancora poco diffuso nel sapere comune è quello secondo il quale la depressione non solo può essere causa di demenza, ma che a un test neuropsicologico può risultare molto difficile distinguere una difficoltà cognitiva dovuta a depressione da un declino cognitivo vero e proprio. Questo significa che vi sono diversi casi in cui agendo sulla depressione le funzioni cognitive possono tornare a un livello di normalità o comunque migliorare sensibilmente. In queste situazioni è importante effettuare una valutazione approfondita per capire la natura delle difficoltà lamentate e individuare il percorso più adeguato. E’ da notare anche che in caso di depressione, dal momento che si tratta di un fattore di rischio per lo sviluppo di demenza, è sicuramente importante intervenire anche quando essa non è accompagnata da problemi di memoria, di attenzione o di altro tipo, perché uno o più episodi depressivi aumentano le probabilità di sviluppare un declino cognitivo.

 

STRESS OSSIDATIVO E DEMENZA


Vi sono ormai molti studi che correlano senza dubbio lo stress ossidativo con l’insorgere della demenza. Un eccesso di radicali liberi, di metalli pesanti come l’alluminio ed altre tipologie di scorie nell’organismo è causa di invecchiamento e necrosi cellulare, che riguarda tutti i tessuti dell’organismo, compresi quelli del sistema nervoso. Il fumo, l’inquinamento, i farmaci, ma anche un sovraccarico di origine emotivo-relazionale possono creare un ingorgo a livello degli organi emuntori, come il fegato e l’intestino, e del sistema linfatico. Una buona depurazione tossinica è dunque fondamentale nella prevenzione per quanto riguarda questo fattore di rischio rispetto alla demenza con esordio in età senile.

Poiché gli aspetti che incidono sull’accumulo tossinico sono di varia natura, all’Istituto di Psicosomatica Integrata valutiamo la possibilità di intervenire a livello emotivo, stressogeno, come pure sull’alimentazione e sulla depurazione mirata.
Le modalità con cui affrontare lo stress ossidativo sono anch’esse di diverso tipo, in particolare utilizziamo tecniche di tipo corporeo, fra le quali il linfodrenaggio è senz’altro la più conosciuta, ma anche procedure che utilizzano diversi tipi di integratori, a seconda delle cause e delle zone di maggior accumulo tossinico nell’organismo.

Naturalmente, se lo stress è originato da problematiche emotive e relazionali, sarà importante affrontarlo dal punto di vista psicologico!
La scelta del percorso da seguire è sempre calibrata in base alla particolare situazione di ciascuno.

 

 

 

PREVENIRE LA DEMENZA ALLENANDO IL CORPO: L’INTEGRAZIONE NEUROFUNZIONALE
Se ormai è risaputo che tenere in allenamento il cervello è importante per mantenere attive le proprie facoltà mentali, spesso non si considera che grazie a esercizi corporei mirati è possibile potenziare le funzionalità del sistema nervoso. Studi scientifici hanno inoltre correlato il ripristino della normotonicità di alcuni distretti muscolari con il miglioramento di alcune funzioni cognitive, quali l’attenzione e la memoria. Anche per quanto riguarda il linguaggio è importante intervenire sugli schemi corporei, ad esempio a livello della coordinazione.

PAZIENTE CON DEMENZA E CAREGIVER: UNA COPPIA INDISSOLUBILE
Prendersi cura di una persona con demenza è un vero e proprio lavoro, che spesso i familiari affrontano senza avere una preparazione. Diversi sono gli aspetti che possono generare delle difficoltà: avere un’idea di come comportarsi rispetto ai disturbi comportamentali, gestire le emozioni suscitate dalla nuova condizione della persona in cura, regolare l’investimento delle proprie risorse in modo da non esaurirle, gestire il proprio stress.
L’Istituto di Psicosomatica Integrata offre sostegno ai familiari sia in forma di colloqui, sia attraverso sedute riguardanti la gestione dello stress, attraverso tecniche e metodiche varie.

 

Per maggiori informazioni o per un appuntamento contattare la segreteria dell’Istituto:
Tel 02/89546337 – 02/89504159
Cel 334/7807325
Email: info@somatologia.it

Ultimo aggiornamento 19 ottobre 2017 - 18:52