Enciclopedia di Psicosomatica - Cefalea

Si presenta comunemente come dolore alla testa, diffuso o circoscritto, pulsante o fisso, talvolta accompagnato da altri sintomi (vomito, febbre, vertigini, aumento della lacrimazione, fotosensibilità).  E’ uno stato che può durare da qualche minuto fino a molte ore, ripresentandosi a intervalli regolari (cefalea cronica) o soltanto sporadicamente, anche a distanza di tempo.

La cefalea si distingue in primaria e secondaria; le cefalee primarie sono quelle che si manifestano autonomamente, in quanto non connesse ad altre patologie; le cefalee secondarie sono riconducibili invece ad un sintomo identificabile di un altro quadro patologico (es. cefalea neoplastica).

Le principali tipologie di cefalea primaria sono l’emicrania, la cefalea a grappolo, la cefalea tensiva, l’emicrania oftamoplegica.

  1. L’emicrania è la più comune forma di cefalea primaria, colpisce solo una parte del cranio, generalmente il lobo frontale, temporale o orbitale, presentandosi con un dolore pulsante che aumenta se si fanno movimenti bruschi. La predisposizione all’emicrania può avere una componente ereditaria, ed è un disturbo che colpisce in prevalenza le donne.
  2. La cefalea a grappolo, detta così per l’intensità degli attacchi che si ripetono nel tempo con notevole frequenza, causa un dolore continuo e bruciante, accompagnato da lacrimazione, ma di minore durata rispetto all’emicrania (circa di tre ore al massimo), localizzato nella zona orbitale. La cefalea a grappolo si manifesta principalmente negli uomini, anche se alcuni studi evidenziano come questa predominanza stia mostrando un aumento di diffusione nelle donne.
  3. La cefalea tensiva è  quella forma molto comune di mal di testa che è causata dalla contrazione localizzata dei muscoli del collo. Colpisce generalmente gli studenti e le persone che fanno attività sedentarie. Questo fenomeno, che è quasi sempre da attribuire a stress, tensione o stato ansioso, è caratterizzato da un dolore costante e non pulsante, che si aggrava se si fa pressione sui muscoli tesi.
  4. L’emicrania oftalmoplegica è una forma rara di cefalea, che si presenta con un attacco annuale dalla durata di 3-4 giorni. Questa emicrania provoca paresi ai nervi cranici, in assenza di lesioni. Il dolore si presenta pulsante e di forte intensità e può colpire entrambi i lati della testa, alternandosi.

Un segno chiaro della cefalea è rappresentato dal sentirsi la testa pesante: secondo alcuni modelli teorici, prevalentemente psicoanalitici, ciò indica un sovraccarico di pensieri, di preoccupazioni, di contenuti inconsci e istintuali che “bussano” alla coscienza e, non essendo accettati dal soggetto, si manifestano attraverso il dolore alla testa. Il dolore (fisico) rappresenterebbe la risoluzione simbolica di un conflitto psicologico inconscio, che riduce l’angoscia e serve a tenere il conflitto fuori dalla coscienza. Secondo queste teorie potrebbe soffrire di cefalea chi è portato a comprimere una parte di sé sconosciuta o inaccettabile fino al punto in cui la tensione interna, troppo alta, deve essere scaricata. Fattori favorenti potrebbero essere le emozioni forti come collera e rabbia, che se non adeguatamente comprese e interpretate condurrebbero il soggetto ad un sovraccarico nel corpo.

Secondo l’approccio somatologico in tali problematiche potrebbero avere sia una valenza emotiva che somatica; è importante quindi poter agire su entrambi i versanti, con priorità diverse a seconda dei casi.

La cefalea può influire negativamente sull’umore (irritabilità, stress, alterazione del sonno), sulle relazioni interpersonali e sulla vita lavorativa (affaticamento, difficoltà a concentrarsi). La persona con cefalea tende raramente a ricorrere all’aiuto psicologico, ma più frequentemente si rivolge al medico o si autocura con farmaci soprattutto antidolorifici in quanto tende a percepirlo come una problematica principalmente corporea.

Per maggiori informazioni leggi l’articolo su Psicologia Psicosomatica (ISSN 2239-6136).

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