CONFERENZA.
Uno psicologo e un medico anestesista affrontano l’indicibile in un doppio confronto sulla morte e sull’amore.
Da sempre l’uomo si muove nello spazio compreso tra l’adattarsi alla prospettiva della caducità ineluttabile dell’esistenza e le strategie per non avere questa come prospettiva depressogena; cerca l’elemento trasformativo tra gli stati dell’essere e del non essere.
Perché Thanatos è spesso associato a Eros? Cosa accomuna lo slancio passionale e la tragedia degli addii? Hanno forse un minimo comune denominatore, nel loro essere profondamente trasformativi, e nel loro tangere intrinsecamente il corpo?
Aprono porte verso stati e dinamiche da cui non si può tornare “come prima”: un lutto, ma anche un amore intenso, cambiano il nostro stare al mondo e la prospettiva con cui affrontiamo la vita.
L’innamoramento e il sesso ci spostano da noi stessi, metaforicamente e concretamente, riempiendoci della rappresentazione e della fisicità di un Altro. Nella fusione fisico-emozionale ci si perde, abdicando a qualcosa di sé (l’Io?): nella morte e nel lutto la perdita è invece reale e opposta, ma ugualmente viatico verso un “nuovo stare”.
I corpi, dal canto loro, sono compromessi in entrambe le dinamiche, nell’avvicinarsi al corpo dell’Altro e nel distanziarsi dal ritmo della vita.
In entrambi gli stati si intravede l’avvicinamento ad un’altra dimensione, un anelito di mancanza, il dissidio tra la prossimità e l’assenza.
I relatori articoleranno il tema, non con l’idea -forse impossibile- di giungere a delle risposte, ma per creare l’occasione di affacciarsi insieme al complesso universo “sacro” della morte e dell’amore.
Relatori:
Dr. Andrea Zoccarato, Psicologo, Psicosomatologo
Dr. Michele Fortis, Medico Anestesista, Somatologo, Responsabile polo Bergamasco IPSI


