
Nel suo contributo sul progetto Eithos, Matteo Fumagalli offre uno sguardo psicologico e clinico sul furto d’identità digitale, partendo dall’idea che il digitale non sia solo uno strumento, ma un vero e proprio habitat che modifica il nostro modo di pensare e vivere. In questo contesto, il furto d’identità non va inteso solo come evento tecnico, ma come un processo di svuotamento e riduzione del Sé, in cui la nostra soggettività viene modellata dagli algoritmi e dai social. L’autore riflette sui nuovi sintomi clinici legati all’identità online – come FoMO o ghosting – e sul rischio di affidarsi all’intelligenza artificiale come unica fonte di risposte al disagio psichico. Il contributo affronta anche il fenomeno delle romance scam, in cui il trauma più profondo non è solo la truffa, ma la presa di coscienza di aver creduto a un’illusione digitale costruita ad arte. La domanda centrale diventa quindi: cosa accade alla nostra identità quando il digitale prende il posto del reale?

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