Negli ultimi trent’anni, la rivoluzione tecnologica ha riscritto non solo il nostro modo di comunicare, ma anche le forme stesse del malessere psichico. Fenomeni come la FOMO, il cyberbullismo, il ghosting o il ritiro sociale rivelano una mente che funziona in modo diverso, più frammentato, accelerato e interconnesso. Questa trasformazione obbliga la psicoterapia a ripensare i propri paradigmi: non bastano più modelli storici o tecniche basate solo sul linguaggio verbale. Come mostrano i professionisti Scognamiglio e Russo in questo articolo che esemplifica il caso clinico di Luca (nome di fantasia), la cosiddetta Nuova Clinica richiede uno sguardo più flessibile e incarnato, capace di leggere il disagio là dove nasce, ossia spesso nel corpo, nei legami primari anche web-mediati, e nei ritmi digitali dell’esistenza. Alessitimia, traumatismo, tendenza all’evitamento delle relazioni e del mondo offline sono tra le molteplici sfide del terapeuta di oggi, che deve imparare a costruire il setting intorno alle esigenze del paziente, sintonizzandosi sulle nuove modalità con cui si manifesta il dolore psichico, forte di solidi background forniti da formazioni aggiornate all’attualità, ad esempio Scuola di Psicoterapia Analitica Individuale e di Gruppo | Nuova Clinica Nuovi Setting ente di cui gli autori sono rispettivamente Direttore Scientifico e docente.